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Categoria: Cultura
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coronavirus madonna del divino amore nTra le tante letture fatte in questi giorni, voglio condividere la seguente e appropriata descrizione dello scrittore Paolo Curtaz, augurandovi una buona e santa Pasqua vissuta come non avremmo mai potuto pensare di viverla.

“Come i primi cristiani. In casa, nascosti, impauriti dopo 50 giorni di quarantena. Ben più di una quaresima. Con le chiese sbarrate, impossibili a ritrovarci. Senza poterci abbracciare. Senza poterci confessare. Come i primi cristiani, sì. E anche il nostro nemico ha una corona, come l’Imperatore. Ma è più subdolo. Abbiamo reimpostato le nostre vite, misurato le nostre fragilità. Pensavamo di essere sani in un mondo malato. Idioti. Poche settimane ci hanno rivoltato come guanti. Messi davanti alle nostre illusioni, ci ha costretto a interrogarci sul vivere e sul morire, su quante cose pensavamo sul morire, su quante cose pensavamo ci fossero essenziali. Bene, ora vedremo che accade. La Chiesa è viva, abbiamo ripetuto in queste settimane. Ma non lo è per le nostre (lodevoli) iniziative. O delle chat che hanno rincuorato e tenuto accesa la fiamma (viva la tecnologia). Lo siamo perché Cristo è risorto. Anche quest’anno.” Buona Pasqua" anche a nome dei confratelli sacerdoti don Simone, don Pierpaolo e don Stefano!

Don Leonardo

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