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Categoria: Cultura
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padrerivelapiccoliÈ un annuncio chiaro quello della pagina evangelica odierna.

Una grossa pesca, miracolosa, non solo, ma la pesca in sé stessa, non è possibile senza Gesù Cristo. È assurdo ritornare a pescare di giorno dopo una notte senza aver pescato niente. Con Cristo, invece, no! Ma che vuol dire con Cristo? Riporto pensieri di commento al testo evangelico di un sacerdote della nostra diocesi che non è più tra noi: don Angelo Centrone. Il cristiano–dice– non vede in Cristo solo un aiuto, né solo un conforto, né solo una guida; ossia, Cristo non promette al cristiano alcuni beni, consolazioni, o ammaestramenti.

Il cristiano, nel suo incontro con Cristo, è chiamato a superare la visione e la tipologia di un incontro con una provvidenza, con un taumaturgo, con una sapienza sia pure ultraterrena. Il miracolo narrato da Luca racconta non tanto la scelta degli apostoli quanto piuttosto il senso di quella scelta. Questi uomini hanno dinanzi una persona e non una potenza o una dottrina. Non una potenza: lasciarono le reti, non continuarono a essere pescatori per altre pesche miracolose con l’aiuto di Gesù. Non una dottrina: il vangelo ci ricorda la loro ignoranza e l’incapacità di comprendere il messaggio (sino alla fine) di Cristo.

Questi uomini hanno scelto una persona. Scegliere una persona è nutrire un attaccameto a lei più profondo del progetto o delle speranze che essa ci può dare. Il cristiano, perciò, non aderisce a una dottrina S, né ad una legge, ma si converte a una persona: a Cristo. La scelta di una persona dice essenzialmente non per che cosa vivere ma per ‘‘Chi’’ vivere.

Buona Domenica!
Don Leonardo

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