Mentre leggiamo la pagina evangelica delle beatitudini ci stiamo preparando a vivere il Carnevale. Permettetemi di ringraziare l’equipe dell’Oratorio parrocchiale che tanto ha lavorato coinvolgendo ragazzi, famiglie e associazioni della nostra città per realizzare il Carnevale cittadino.
A pensarci bene le beatitudini possiamo definirle il manifesto del Carnevale cristiano. Il paragone è paradossale, suona come voler unire l’acqua santa e il diavolo, ma è più paradossale il discorso delle beatitudini.
L’origine storica del Carnevale è quella di capovolgere l’ordine costituito: chi è brutto si maschera da bello, chi non comanda diventa presidente, chi è ignorante diventa professore. Nel vangelo c’è lo sconvolgimento totale: ciò che a Carnevale avviene in una foma scherzosa, Cristo lo attua e lo vuole attuato dai suoi discepoli in una forma seria.
Cosa intendiamo per beatitudine? Avere beni materiali: star bene, avere un conto in banca e magari comandare sugli altri nella vita. Le beatitudini proclamate da Cristo, invitano a modi diversi di pensare, di valutare e ad usare criteri diametralmente opposti a quelli del mondo. Il Cristo non vuole la nostra rassegnazione, né che ci facciamo prendere dalla commozione, ma esige un cambiamento radicale che non si soltanto esteriore o di comportamento, bensì di mentalità.
Buona Domenica!
Don Leonardo