Il Vangelo di Luca, oggi, ritrae Gesù in mezzo al guado della decisione: si tratta ora di decidere se andare fino in fondo o tornare indietro. Non a caso troviamo nei versetti l’invito del Padre ad ascoltare il Figlio che aveva segnato l’evento del battesimo («Tu sei il mio Figlio, l’amato...»: Lc 3,21-22), evento che costituiva una sorte di investitura da parte del Padre e di accoglienza della missione da parte di Gesù.
Nel momento della ridecisione, Gesù ritorna al fondamento della missione, ovvero l’obbedienza al Padre. Dopo questo tempo di confronto con la realtà (dal capitolo 3 al capitolo 9 di Luca) la domanda però ritorna. Gesù rimane sempre pienamente libero davanti alla sua missione. Gesù non è obbligato. La sua libertà è il logo dell’obbedienza al Padre. Siamo dunque in un guado, tra il battesimo e Gerusalemme, tra l’inizio e la meta del viaggio. È fondamentale, perciò, leggere il brano della trasfigurazione, in relazione agli ultimi versetti di questo capitolo di Luca: «Egli prese la ferma decisione (indurì il volto nel testo greco) di mettersi in cammino verso Gerusalemme».
Davanti a questa risolutezza di Gesù emergono forse le nostre vite, quelle che passiamo dentro un guado, senza mai uscirne! Rimuginiamo e torniamo sulle nostre scelte che non abbiamo mai realizzate, temporeggiamo nelle nostre responsabilità senza assumerle mai veramente fino in fondo, viaggiamo nella nostra mente senza mai prendere il treno della realtà. La decisione è sempre un viaggio che ci impone di uscire dalle nostre sicurezze. La decisione ci porta fuori dalla nostra mente, ci costringe a confrontarci con il mondo reale. La decisione implica anche la possibilità di fallire, di sbagliare. In altre parole, per decidere, bisogna compromettersi.
Buona Domenica!
Don Leonardo