Ho sentito ancora la tua voce chiara e forte, tu che eri muto, adagiato nella bara sul pavimento della tua cattedrale di S. Pietro. Immobile con le mani legate da un rosario e il volto sereno non più sfigurato dal dolore, addormentato nel sonno della morte. Ho sostato, appena un minuto dinanzi a te, dopo tre ore di attesa, in fila con tante altre persone accorse come me, commosso e riconoscente, per l’ultimo saluto e pregare per te, come chiedevi a tutti.
Dopo la mia benedizione sacerdotale, lì ho sentito ancora la tua voce. La tua voce per la pace nel mondo, per i poveri e gli emarginati della società, per la cura del creato. La tua voce nei gesti di vicinanza ai malati, ai carcerati; la tua preghiera del 27 marzo 2020, nei giorni bui della pandemia, in una Piazza S. Pietro vuota e con il suono delle sirene delle autoambulanze nel sottofondo.
La tua voce chiara sulla Chiesa come ospedale da campo, per una Chiesa in uscita e nelle periferie con sacerdoti con l’odore delle pecore, per una Chiesa che annuncia e dona la misericordia di Dio a tutti gli uomini, per una Chiesa povera e dei poveri, per una Chiesa che pratichi il discernimento e la sinodalità nel suo governo e nella sua vita.
Grazie Papa Francesco! La tua scomparsa apre ora un processo decisivo per la vita dei cristiani. È un tempo da vivere nella preghiera, nell’unità e nella fiducia. Sappiamo che il Signore Gesù, il Risorto, è presente nella barca della Chiesa, la spinge in mare aperto e la guida attraverso l’azione del suo Spirito. È un tempo per essere davvero Chiesa, davvero comunità, davvero famiglia.
Buona Domenica
Don Leonardo