È sempre più difficile ritrovare luoghi in cui si vada d’accordo, contesti in cui si vive la comunione e la concordia. Le nazioni si fanno guerra, incapaci di raggiungere almeno una tregua. Papa Leone ieri , in visita alla Madonna del Rosario di Pompei, a un anno dalla sua elezione ha detto: Non possiamo rassegnarci alle immagini di morte che ogni giorno le cronache ci propongono. La politica è un esempio di contrapposizioni, i social ospitano l’odio distruttivo: sono soltanto manifestazioni esterne di una più ampia e diffusa cultura della divisione e del litigio. L’altro è considerato a priori come un nemico da cui difendersi e, molte volte, a giusta ragione.
Lo Spirito Santo ha proprio il compito di guarire la confusione e l’inimicizia per riportare la comunione nelle relazioni.Quando ci sentiamo in difficoltà, quando si vivono situazioni di tensioni, è difficile mantenere l’unità. Per questo Gesù nella pagina del Vangelo odierna presenta lo Spirito Santo come avvocato, come colui che ci difende nel processo che il mondo istruisce contro i discepoli di Cristo.
Lo Spirito è il Paraclito, termine che indica colui che prende le difese nel processo. Lo Spirito è quindi colui che lotta al posto nostro. Ed è ben chiaro che lo Spirito ci spinge alla comunione. La divisione è una direzione contraria alla volontà di Dio. Per realizzare la comunione siamo chiamati ad ascoltare lo Spirito che abita in noi (cfr. Rom 8). Se infatti a Babele gli uomini cercavano di raggiungere Dio, Gesù ci assicura che è Dio che viene in noi, anzi abita in noi, prende dimora presso di noi. Lo Spirito, presenza di Dio, è l’ospite dolce dell’anima.
Buona Domenica!
Don Leonardo