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Categoria: Cultura
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originalComune, come anche comunione e comunicazione, vengono probabilmente da una stessa radice: cum-munus, portare insieme una responsabilità, che è un onore, ma anche un impegno. Ciascuno di noi ha sempre nelle mani la possibilità di favorire o distruggere la comunione. Gesù ce lo dice nel vangelo odierno con l’immagine del ‘legare e sciogliere’, i verbi che indicavano la possibilità di ammettere o di escludere dalla comunità.

Precedentemente, il vangelo di Matteo aveva attribuito questo potere espressamente a Pietro: qui ci viene detto che la possibilità di ammettere e di escludere non è prerogativa dell’autorità o dell’istituzione, ma è responsabilità condivisa da tutti. Gesù si concentra sul caso più semplice: quella piccola comunità che è formata dall’essere in due, come nella relazione di coppia o di amicizia. Gesù insiste sulla necessità di percorrere ogni passaggio possibile prima di decretare la fine della relazione. È un dono così prezioso che prima di dichiarare la fine occorre aver esplorato tutte le possibilità di recuperare la relazione. L’altro nella relazione a due, come diceva Lèvinas, è una grazia, è il vincolo che mi svincola da me stesso, mi chiama a uscire fuori dal mio egoismo costitutivo.

Ci sono ostacoli nella costruzione della comunione e della comunità. Il primo: la tentazione di assolutizzare il proprio orizzonte, le proprie ragioni, i propri schemi. L’altro viene percepito come colui che mi toglie l’aria, lo spazio. Un secondo pericolo è etichettare l’altro, in modo da rassicurarsi e controllarlo. Ma questo toglie all’altro la possibilità di crescere e di cambiare. Assolutizzare ed etichettare portano inevitabilmente alla violenza nella relazione. Il terzo ostacolo alla comunione nella relazione è la velocità. In genere abbiamo velocità diverse. Se non ci proponiamo di aspettare l’altro, lo perdiamo. Ovviamente, anche qui, se abbiamo davanti solo la nostra meta personale da raggiungere e non una meta comune, non riponiamo neppure la preoccupazione di aspettare l’altro.

Buona domenica!
Don Leonardo

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