L’ultima cena di Gesù ha un sapore pasquale. Ricorda cioè la fuga dall’Egitto per gli ebrei che dovevano ogni anno celebrare con la cena dell’agnello della festa di Pesah: Pasqua. Ancora oggi per un ebreo celebrare Pesah significa allontanarsi dai nuovi faraoni e delle nuove schiavitù. Si fa memoria del passato per cambiare il presente. Questo è un memoriale. Ziqqaron in ebraico. Non un ricordo come intendiamo noi della buonanima. Così Gesù quando parla nell’ultima cena di fare quel gesto in memoriale di Lui agli apostoli, usa il termine particolare di ziqqaron.
Traduciamolo cosi: Io sto in questo gesto, rifatelo. E così facciamo. Da subito da sempre.Da duemila anni i discepoli di Gesù rifanno quel gesto in obbedienza. La prima ragione per cui vado a messa, non è per assolvere a una legge, ma per manifestare una obbedienza. Un ascoltare il Signore, questo è il significato della parola latina obudire da cui deriva obbedienza.
Sì, Signore, io credo che tu sei presente in quella cena che rifacciamo. Ascolto Te, annuncio la tua morte per me, proclamo la tua resurrezione per me e per tutti, nell’ attesa, della tua venuta.
Buona domenica!
Don Leonardo




