Nel vangelo Gesù parla spesso della porta come di un passaggio fondamentale per vivere la relazione: la porta è quella dell’ amico a cui non bisogna smettere di bussare per ottenere il pane, la porta è quella della casa del Padre che rimane sempre aperta, la porta è quella dell’ovile, la porta da cui si può entrare e uscire perché nella relazione si rimane liberi. Questa porta che rimane sempre aperta non è solo l’immagine di chi accoglie, ma è anche l’immagine di chi non intende fare prigionieri: avolte infatti lasciamo entrare l’altro, ma poi non gli permettiamo più di andar via!
Nella relazione con l’altro come nella relazione con Gesù, non posso fare quello che voglio: non sono mai il padrone unico della relazione. Gesù parla di una porta stretta che è Lui. La porta stretta ci ricorda che il mio Io deve farsi un po’ più piccolo per entrare nella casa dell’altro. Se il nostro Io è troppo ingombrante, se al centro ci sono sempre solo io, i miei interessi, i miei tempi, sarò sempre troppo grosso per entrare attraverso la porta che mi permette di accedere alla vita dell’altro. Alla fine non potrò fare altro che rimanere fuori.
Una domanda: hai mai bussato alla porta di Cristo o ti sei accontentato di incontralo in piazza?
Buona Domenica!
Don Leonardo




