gesu nel desertoAbbiamo fame: fame di affetto, di affermazione, cerchiamo benessere, piacere, soldi, abbiamo fame di risposte e di certezze. La fame ci abita. Ci sono modi diversi di rispondere a questa fame: in genere è utile avere dei criteri. Se ci teniamo alla nostra salute e alla nostra linea, possiamo darci dei criteri, così come nella vita può essere utile avere dei valori che guidano le nostre scelte. Potremmo pensare alle tentazioni come a delle scorciatoie: soddisfare la nostra fame con la prima cosa che ci capita, senza pensarci troppo. La tentazione è allora una scorciatoia, perché davanti a una scelta non perdo tempo a confrontarmi con i miei valori, ma raccolgo il frutto senza pensarci troppo.

Il vangelo della prima domenica di quaresima ci racconta, al contrario, come evitare le scorciatoie. Anche Gesù ha fatto l’esperienza del fascino delle scorciatoie, perché anche lui non poteva fare l’esperienza della fame. Esaminiamo la prima tentazione di Gesù, raccontata da Matteo. Dopo un lungo digiuno, Gesù ha fame. La scorciatoia è davanti a lui: ha il potere di trasformare le pietre in pane, non lo vedrebbe nessuno nel deserto e comunque non ci sarebbe niente di male. Per una volta potrebbe usare il suo potere per se stesso, per sfamare la sua voglia di pane.

Potrebbe approfittare del privilegio di essere Figlio di Dio. Che male c’è? Gesù rifiuta le scorciatoie. Mangerà con gli altri, quando sarà possibile. Il suo potere come Figlio di Dio è per servire gli altri, non sé stesso!

Sarebbe utile se anche nella politica, nella Chiesa, nei luoghi di lavoro, chi occupa posizioni di responsabilità andasse a rileggersi ogni tanto questo episodio della vita di Gesù!

Buona Domenica!
Don Leonardo

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