Non è facile vivere senza paure. Siamo ancora sotto la paura che il Covid-19 ritorni a diffondersi nuovamente e seminare morte. Non lo abbiamo sconfitto ancora.
Anche gli apostoli nel vangelo di oggi si trovano nella notte sulla barca in balia dei venti di tempesta e terrorizzati. “Su questa barca — ha detto papa Francesco in pieno lockdown — ci siamo tutti!”. Ma nel mezzo della loro paura Gesù compare come uno che su quel mare, che evoca tutte le paure umane, ci passeggia. Un fantasma. Proprio nel cuore del loro terrore devono fare questa esperienza: conoscere il figlio di Dio. Perché fino al giorno in cui Dio non illumina con la sua Signoria le nostre paure più profonde, non siamo veramente liberi.
Addirittura, come Pietro, siamo chiamati anche noi a camminare su quel mare. Il Signore non solo manifesta chi è Lui, e non è poco, ma rivela chi siamo noi: persone chiamate alla libertà. Se la vita talvolta ci costringe a entrare nella tempesta, è per conoscere il Dio di Gesù Cristo, cosa che non implica l’essere al riparo da ciò che temiamo, ma il divenire liberi da ciò che temiamo, standoci dentro. Il nostro problema non è la tempesta, ma la fede. Sempre troppo poca.
Buona Domenica! Don Leonardo