Stampa
Categoria: Conversione è seguire Gesù!
Visite: 608

VANGELO 23 agosto bisDue parole simbolo dominano nel Vangelo di oggi la risposta di Gesù alla confessione di fede di Pietro: la parola-simbolo della roccia e quella della chiave. Tutte e due le immagini hanno la loro origine nell’ Antico Testamento, vengono riprese nel Nuovo Testamento e, come mostra il Vangelo, finalmente applicate alla fondazione di Gesù Cristo. Prima la roccia: molte volte nei salmi Dio stesso viene chiamato roccia. “Da Dio mi viene l’aiuto, egli solo è la mia roccia” (Sal 62,3), fondamento cioè, a cui ci si può affidare completamente.

“La roccia però è Cristo” è scritto nella 1Cor 10,1. Senza rinunciare a questa proprietà, Gesù ne fa parte a Simon Pietro: “Tu sei la roccia su cui voglio costruire la mia Chiesa”. Nella proprietà della roccia si trova già la seconda cosa: i pieni poteri significati mediante la consegna delle chiavi a un servitore del re e del popolo. “Le chiavi della casa di Davide” sono come una croce o di sicuro come una responsabilità che pesa. Nel Nuovo Testamento è Gesù “che ha la chiave di Davide”. Ed ora Cristo all’uomo Pietro, su cui viene costruita la Chiesa, dà parte a questo potere delle chiavi che arriva fino al cielo. Dobbiamo bene osservare che sia nell’AT e presso Cristo e Pietro sempre una persona del tutto determinata riceve questa chiave. Nessun altro può costruirsi una chiave sostitutiva che potesse anche aprire e chiudere. Ciò vale anche per tutti quelli che partecipano al ministero sacerdotale derivato dagli apostoli: in una comunità solo il parroco insediato (e i suoi collaboratori sacerdotali) ha la chiave, che egli non può prestare a nessuno e dividere con nessuno . 


Buona Domenica! Don Leonardo

Questo sito fa uso di Cookie, si prega di leggere l'informativa sul Trattamento dei Dati.