La festa dei santi avviene di domenica per quest’anno e la Chiesa celebra la santità proclamando il Vangelo delle Beatitudini. Una pagina in cui la santità appare impastata di povertà, di lacrime, di fame di sete e persino di persecuzioni. E noi per giunta, ora, afflitti da una maledetta pandemia. Veniamo da secoli in cui i santi erano visti come tipi eccezionali e irraggiungibili, di un altro pianeta. Oggi papa Francesco ci parla di santi della porta accanto.
Il Vangelo delle beatitudini parla di beati, di felicità. Nove volte «beati», a inizio di ogni frase. Gesù inizia il discorso detto della montagna nel Vangelo di Matteo, ripetendo per nove volte l’argomento: la felicità. Non è venuto a portare roba da sagrestia, ma la gioia, l’ allegria. Il santo è uomo della gioia. È un uomo, come ha scritto qualcuno, che ha fatto goal. Ha trovato la strada dell’allegria. «Preferisco il paradiso» diceva S. Filippo Neri.
Oggi c’è gente che mostra di essere felice, finge la gioia. C’è un mare di falsa allegria fatta di sballi e di esagerazioni. Forse come reazione a una vita vissuta nel grigiore delle comodità. Ma la santità è colore, è passione, è bellezza. Felicità vera, quella che ha una sola sorgente: l’amore vero.
Buona domenica. Don Leonardo.