Giovanni Battista è consapevole di essere testimone della luce e nello stesso tempo nega di essere lui stesso la luce. Non pensa di poter dire neanche lontanamente che nella sua massima intimità egli è la luce, nemmeno in quell’intima scintilla dove il suo spirito è in contatto con lo Spirito di Dio.
Quanto più un uomo arriva vicino a Dio, per rendere testimonianza a suo riguardo, tanto più chiaramente vede la distanza fra Dio e la creatura. Quanto più egli lascia a Dio ogni spazio dentro di sé, tanto più diventa uno strumento di Dio: una «voce che grida nel deserto: spianate la strada per il Signore».
S. Madre Teresa di Calcutta diceva di sé di essere la matita di Dio.Quanto più Dio tratta la madre del suo Figlio, tanto pù ella si sente l’«umile serva per il Signore». Il Battista, interrogato sulla sua autorità a battezzare, distingue per l’ultima volta: io battezzo con acqua, ma colui che testimonio darà il vero battesimo dello Spirito, e benché Gesù lo porrà al di sopra di tutti i profeti, lui si sente indegno di sciogliere i legacci dei suoi calzari. «Tu puoi chiamarmi amico, io mi confesso servo» (Agostino).
Buon Avvento. Don Leonardo.