Rinunciando a trasformare le pietre in pace accettando di portare il peso della propria fame, Gesù dice qual cosa di sé: rifiuta la logica del privilegio.
Quel potere è servizio, va condiviso, non è per lui. Non solo la prima tentazione, ma anche le altre due riguardano il potere: la terza tentazione richiama di nuovo la logica del privilegio, la pretesa di provocare Dio, di metterlo alla prova, eercitando il potere che deriva dal nostro esse suoi figli.
È il potere che il bambino cerca di esercitare sui genitori attraverso i capricci. Ma la chiave per comprendere il pericolo del potere è nascosta da Luca nella tentazione centrale: il compromesso con il potere, allearsi con il male a fin di bene. Gesù rifiuta non solo il privilegio, ma anche la logica del compromesso: «Se ti prostrerai in adorazione dinanzi a me, tutto sarà tuo». Quante volte anche la Chiesa ha dimenticato questo passo del Vangelo di Luca, e si è prostrata dinanzi al potente, pensando che fosse l’unico modo per poter fare cose buone!
La tentazione accompagna tutta la vita e ritorna nei momenti in ci siamo deboli: è quello il momento opportuno, la passione e la croce. Davanti alla sofferenza ritorna alla mente quel monito inquietante dell’infanzia: pensa a te stesso!, pensa prima a te! Come a Gesù sulla croce: scendi dalla croce se sei il Figlio di Dio, salva te stesso! E lì, ancora una volta, veniamo fuori per quello che siamo, ogni volta che abbiamo dovuto decidere se mettere prima il nostro egoismo, la nostra sete di potere, oppure un bene più grande.
Buona Domenica!
Don Leonardo