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Categoria: Conversione è seguire Gesù!
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rembrandt il figliol prodigoNella nostra vita ci sono relazioni nelle quali ci siamo perduti, perché abbiamo deciso di andarcene o magari, anche se siamo rimasti, avevamo il cuore altrove. Sono quelle relazioni nelle quali solo noi possiamo decidere di ritornare. Proprio come i due figli della parabola detta da Gesù e riportata nel Vangelo odierno di Luca.

Una parabola che non a caso non si conclude, ma rimane aperta, come aspettando la nostra decisione. Il figlio minore non vuole un padre, è il bambino ribelle che abita in ciascuno di noi e che rivendica la propria autonomia. Vive nell’illusione di poter godere dell’amore senza vincolo. È l’uomo contemporaneo che vuole l’affetto senza impegno. Ma noi abbiamo sempre fame di affetto e perciò rischiamo di attaccarci al primo cibo che troviamo.

Il figlio minore si incollò ad un padrone, perdendo la sua libertà. Non era il padre a tenerlo schiavo, ma la sua convinzione che si possa amare solo perdendo la libertà. È questa la malattia da cui guarire. E da questa malattia si guarisce solo quando si incontra qualcuno che è pronto a celebrare la nostra vita, qualcuno che ci ama non per possederci. Il padre havissuto nell’ attesa di questo incontro e quando ritorna prepara un banchetto, cioè celebra la sua vita: sono contento che tu esisti, sono felice che tu sei con me, rendo lode per la tua vita! Arrabbiato e depresso, il figlio maggiore che abita la stessa casa non riesce a fare festa per il fratello. Anche lui ha bisogno di riconciliazione. Come si curano le relazioni spezzate?

Il padre accoglie il figlio minore e a quello maggiore dona il proprio cuore. Nessuno può costringerti a tornare. Tornare in una relazione è sempre una decisione tua da prendere, nella quale nessuno può sostituirti. Ecco perché la parabola si conclude con quella porta aperta, perché tu possa decidere se entrare o rimanere fuori.

Buona Domenica!
Don Leonardo

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