Gesù invia i suoi discepoli per la missione del suo annuncio. Anche noi oggi. Siamo inviati a due a due, mai senza l’altro. Non esistiamo mai isolati, soli, autonomi o autosufficienti. E ogni volta che ci arrotoliamo sul nostro io, dimenticando l’altro, tradiamo la nostra identità. Quel «due» dice la nostra realtà: non siamo mai slegati dal mondo. Le mie scelte non sono mai soltanto mie, coinvolgono sempre un altro. Non viaggiamo mai da soli: l’altro è colui che può testimoniare a mia favore. La mia parola è credibile perché è condivisa da un altro.
Il numero due è il germe della comunità: nasciamo già come parte di un insieme. La comunità non è qualcosa che costruiamo a posteriori, ma siamo fin dall’inizio parte di un gruppo. Apparteniamo sempre a qualcuno. Non apparteniamo mai solo a noi stessi. Anche Gesù, l’Inviato per eccellenza, non è mai slegato dal Padre.«...i settantadue tornarono pieni di gioia...»
Comunque sia andata, i discepoli tornarono da Gesù pieni di gioia. La nostra stessa vita è missione. C’è qualcosa in questo viaggio della vita, che tutto sommato, sembra dirci che ne vale la pena. E c’è un momento in cui occorre fermarsi e rileggerlo. Ma soprattutto possiamo scoprire che questo viaggio ha un nome, un nome che è il senso che non ci ha mai abbandonato lungo la strada.
Buona Domenica!
Don Leonardo