Avere fiducia, avere fede è un modo di vivere. Le parole di Gesù: Se aveste fede quanto un granellino di senape… non si trovano a caso nella pagina odierna nel vangelo, dopo quel campionario di personaggi che l’evangelista Luca ci ha presentato fin qui in questi capitoli: i figli del Padre misericordioso, l’amministratore scaltro, il ricco epulone… sono tutte persone che non si fidano, e quando non ti fidi, ti chiudi, pensi a te, difendi quello che hai, ti nascondi, badi alle tue cose. Chi si fida, invece, si consegna, affronta il mondo con un atteggiamento di gratuita benevolenza, guarda l’altro con uno sguardo incondizionatamente positivo.
Chi si fida accetta di essere deluso. La fede è una consegna non ingenua, ma certamente onesta. Mi fido se accetto di essere aiutato, se riconosco che non basto a me stesso. Il ricco epulone non potrà mai fidarsi, perché è peno di sé, non si accorge neanche che c’è un altro! Chi si sente potente e ricco non si fida: ha solo l’anssia di controllare, di difendere. Colui che serve la vita non può che fidarsi, perché deve aspetare che la vita gli metta davanti il cibo e gli permetta di vivere. È il servo inutile che è capace di fidarsi. Qui inutile vuol dire che serve gratuitamente, senza utile, senza essere pagato, senza fini di lucro. Il servo, che serve e basta, è l’uomo che si fida, che affronta la vita nella certezza che il pane arriverà.
Buona Domenica
Don Leonardo