Con la domanda a Gesù se si può o non si può pagare le tasse all’imperatore, gli si vuole nel Vangelo tendere una trappola.
Gesù chiede di vedere una moneta con l’immagine e l’iscrizione dell’ mperatore e dà ad essa una prima risposta: «date a Cesare quel che è di Cesare». Il potere dell’antico dominatore arriva dove arriva la sua moneta. Questo potere è limitato, sta sotto il potere di Dio.
Una seconda risposta di Gesù è : «date a Dio ciò che spetta a Dio». A Dio spetta tutto, perché l’uomo è creato non ad immagine dell’imperatore, ma ad immagine di Dio, e Dio è il dominatore sopra tutti i re terreni. I re si sentono come potenze sacrali, pretendono attributi divini. Gesù disincanta questa sacralità, Dio è l’unico Signore, e ai dominatori viene lasciato nel migliore dei casi, un divino feudo a prendersi cura su incarico di Dio dell’ordine nello stato.
L’unica cosa che sta a cuore a Gesù è che Dio abbia tutto ciò che gli spetta. E là dove una potenza mondana si ribella contro questo tutto e pretende per sé questo tutto, Egli farà resistenza e i suoi con lui. Egli riconosce il potere di Pilato di crocifiggerlo, ma solo come potere datogli dall’alto: così corrisponde, ciò che Pilato non sa, alla volontà del Padre.
Buona domenica
Don Leonardo




