Il contesto dei racconti delle apparizioni del Risorto riportati da san Luca è ambivalente. Le donne, gli apostoli e i discepoli (di Emmaus) incontrano Gesù Risorto ma non lo riconoscono immediatamente. L’esperienza del riconoscimento del crocifisso risorto richiede tempo, passa per le emozioni della paura, dell’incredulità, dello stupore. L’evento del Golgota è stato devastante nel cuore degli apostoli. Così essi si lasciano prendere dai dubbi, dal fallimento e dalla disillusione. “Noi speravamo che Egli fosse colui che avrebbe liberato Israele”(Lc.24,21), dicono i discepoli di Emmaus. Non sono soli i discepoli di Emmaus o Tommaso ad essere attraversati dall’incredulità. Tutti. Il male e il dolore stigmatizzano e chiudono il nostro cuore abbattendo ogni ottimismo e rubando ogni speranza.
Le varie ondate di pandemia che stiamo vivendo hanno irriso il nostro facile e presuntuoso ottimismo e ci hanno ricacciato alla condizione di prima, anzi peggiore. Crediamo anche noi di vedere, come gli apostoli, il Risorto come un fantasma. Ma Gesù è veramente risorto. Lui stesso oggi come sempre, ci invita a ricordare la Scrittura. Non si tratta di azione mnemonica o commemorativa. Secondo la Bibbia ricordare è un esercizio che si compie solo nello Spirito. Si ricorda quando un evento, una parola di ieri si accende nell’oggi, si illumina e la rivediamo per mezzo dello Spirito Santo. Che il dolore di questa pandemia non spenga la luce delle parole di Gesù nei nostri cuori.
Buona Domenica!
Don Leonardo.




