Arriva l’estate e sembra vedere dato il caldo e le vaccinazioni qualche schiarita di normalità all’orizzonte. Con tanta fatica e stanchezza, come stonati e fiaccati le nostre comunità e le parrocchie riprendono le attività. Nulla sarà come prima si è detto. Ma da dove iniziare a ripensare la nostra pastorale? Venerdì scorso nella mattinata il nostro Vescovo ha riunito il Consiglio presbiterale della Diocesi proponendo la stessa domanda a tutti i sacerdoti.E da dove ripartire se non dalla Parola?
Marco nella pagina odierna del Vangelo ci regala una piccola parabola, una similitudine che solo lui riporta e che ci aiuta a fare un sano discernimento. Pochi versetti da ricordare e tenere in mente quando ci lasciamo prendere dall’ansia da prestazione (cristiana). Un potente ansiolitico interiore. «Come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come egli stesso non lo sa.»(Mc 4,27). Il seme ha una forza interna e misteriosa (egli stesso non lo sa) che per certi versi non dipende dall’ azione del contadino, perché agisce indipendentemente dalla sua cura. È il regno che viene, non sono gli uomini a farlo venire. Quindi: restiamo sereni, soprattutto ora!
Buona Domenica!
Don Leonardo.




