Possiamo avere lo sguardo diretto dei santi Cosma e Damiano per chi si trova nella navata centrale della chiesa. In privato purtroppo, a causa del signor Covid, abbiamo esposte le statue dei nostri Patroni dietro l’ altare centrale. Così inizia il mese di settembre da parecchi anni. È il mese della festa patronale in Alberobello con la presenza di tanti pellegrini che quelle statue vogliono vedere, toccarle se potessero, parlare a loro, ascoltare da loro parole di conforto e affidare loro tutto il proprio dolore.
Gesù nel vangelo di oggi compie dei gesti di guarigione per un sordomuto/ balbuziente: lo chiama in disparte, mette le dita negli orecchi, tocca la lingua con la saliva, sospira guardando il cielo ed emette un grido: ‘Effatà’ cioè ‘Apriti’. Gesù intende trasmettere il proprio spirito all’uomo e vi riesce. I suoi gesti non sono stravaganti. Non è uno stregone. I suoi gesti sono carne e sangue, sono faccende corporee. Ha usato il suo corpo per i suoi miracoli. Rendere i miracoli soltanto un ‘genere letterario’, togliendo loro storicità e concretezza, è lo stesso errore teologico di chi, nei primi secoli della Chiesa, ipotizzava che ad andare in croce fosse stato un sostituto di Gesù, perché la passione era troppa umana per poter appartenere a Dio. La nostra vita di fede ha bisogno di segni, di concretezza, di sacramenti e di processioni. La fede è fatta di gesti in cui riconosciamo l’opera del Signore per noi e l’umanità.
Buona Domenica!
Don Leonardo.




