Tornare ha il suo fascino. La nostalgia colora il passato di tenerezza o di eccitazione. Tornare spesso è deludente, perché non trovi mai la realtà così come l’abbiamo immaginata. Il tornare autentico è un’azione coraggiosa, perché vuol dire prendere atto che la realtà non è più quella che credevamo. Tornare vuol dire anche lasciarsi vedere nel pro-prio cambiamento e qui si entra in conflitto con gli altri che non ti dan-no il permesso di cambiare, perché gli altri pretendono che tu sia quello che loro hanno conosciuto. Gesù ha il coraggio di tornare a Nazaret, nella sua sinagoga, frequentata per tanti anni. È come se la sua terra dovesse partorirlo di nuovo. Ma anche in questo caso, le persone più vicine sono quelle che fanno più fatica ad accettare il suo cambiamento: preferiamo che le persone restino incasellate li dove le abbiamo messe.
- È una posizione molto più comoda. Quando Gesù tenta di sottrarsi a queto schema, l’esito è sempre quello di sempre: cercano di eliminarlo. È quello che avviene anche nelle famiglie, nei gruppi nelle comunità: la provocazione, la diversità vengono immediatamente marginalizzate, per un meccanismo di difesa. Gesù torna perché la missione non è una fuga.
- Gesù porta la Buona Notizia innanzitutto nei luoghi che gli sono più famigliari. La missione comincia da chi mi è più vicino. Come i compaesani di Gesù così anche noi facciamo fatica a la-sciarci stupire da chi è come noi. Gesù entra dentro questo parados-so e comincia ad annunciare il Vangelo proprio a partire da chi lo conosce meglio, suscitando stupore, ma anche rab-bia, nel momento in cui chi gli è più vicino si senta provocato da quella Parola. Buona Domenica! Don Leonardo
Gesù ritorna a Nazaret
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- Scritto da Amministratore, Francesco Pinto
- Categoria: Conversione è seguire Gesù!
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