Nelle letture di oggi abbiamo la visione di Gesù sulla storia del mondo che deve venire dopo di lui. Mentre la prima lettura guarda avanti sull'ultima fase alla fine della storia -e qui traccia la divisione tra i malvagi che vengono bruciati e i giusti che brillano come il sole - Gesù vede nel Vangelo le costanti teologiche all'interno della storia. Solo come preludio agisce la promessa della distruzione del tempio. Fin tanto che regge, il tempio è la casa del Padre che deve essere mantenuta pulita per la preghiera. Tuttavia Gesù non aderisce a templi di pietra, ma soltanto “al tempio del suo corpo”, che sarà la Chiesa. Sul cui destino vengono predette tre cose:
1. “Molti verrano sotto il mio nome: non seguiteli”. Gesù pronuncia un guai su tutti quelli che danno scandalo (Mt 18,7), e tuttavia gli scismi sono inevitabili, “affinché si conosca chi fa buona prova”(1Cor11,19). Qui viene data solo una raccomandazione: non seguiteli”.
2. Poi vien la previsione di “ guerra, sollevazioni di regni contro regni”. È paradossale. Gesù ha chiamato beati gli operatori di pace, ma proprio la loro presenza solleva guerre nella storia.
3. Perciò la “ persecuzione” non sarà un episodio occasionale, ma “esistenziale” per la Chiesa di Cristo e per i singoli cristiani. Che cosa deve fare il cristiano? Lavorare nella Chiesa e nel mondo, dice Paolo nella seconda lettura, sicuri che nemmeno un capello del capo andrà perduto.
Buona Domenica!
Don Leonardo




