ImpegnareLa prima domenica di Avvento segna un nuovo inizio dell’anno liturgico e pastorale nella nostra comunità.

Il tempo dell’Avvento cristiano non è un ciclo ripetitivo e noioso, non è neanche innanzitutto la preparazione al Natale ma un tempo per considerare il senso e il significato dell’esistenza, della vita, della storia alla luce della Parola annunciata e del conseguente impegno cristiano.

Matteo, l’evangelista che ci accompagnerà nel nuovo anno liturgico, nelle parabole descritte nella pagina evangelica odierna, annuncia la certezza che Cristo verrà. Ciò vuol dire non tanto un annuncio scontato della fine della storia ma che Cristo costituisce il fine della storia. Ma quando verrà? Non è questo che conta ma l’attesa, dice l’evangelista. AttenderLo senza sapere l’ora. Un’attesa che si rende attenzione al presente. I romani dicevano Age quod agis (bada a ciò che stai facendo), ma non è questo il senso cristiano dell’attenzione, perché l’attenzione del pagano è un risolversi tutto nel presente, senza visione, senza trascendenza del presente.

L’attenzione cristiana è attesa operosa nel presente e non l’aspettare passivo del futuro. È lasciarsi guidare dal futuro nel presente, è vigilare, vegliare, altre parole chiavi della liturgia dell’Avvento, cioè non lasciarsi sommergere dal presente, dando significato più profondo e un orizzonte più valido al proprio agire quotidiano e cioè amare. Il cristiano che ama, incarna la sua attesa nell’attenzione, che è vigilanza d’amore come l’irrequietezza della fiamma!

Buon Avvento!
Don Leonardo

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Le Campane della Basilica in un articolo del prof. Gino Angiulli

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