Conversione è seguire Gesù!

Giovanni BattistaÈ Giovanni il Battista il protagonista della seconda domenica di Avvento.

Giovanni scuote gli animi con la sua predicazione presso il fiume Giordano. Il Giordano è il fiume dove Israele si fermò prima di entrare nella terra promessa. Fu Giosuè (versione ebraica del nome Gesù) ad accompagnare il popolo oltre il Giordano. La voce di Giovanni mi ha ridestato, mi ha condotto al Giordano, ma oggi sento che devo andare oltre, nella terra promessa, nella vita che Gesù mi indica. So che si può passare una vita intera accanto al Giordano, bloccati nella propria rigidità, bloccati dalle proprie paure, dalle proprie ideologie: l’orgoglio, il radicalismo, la purezza, possono diventare ideologie che ci incollano al Giordano e ci impedi-scono di seguire Gesù.

Ma proprio mentre stiamo li nel deserto, con Giovanni Battista, vediamo passare Gesù, che è la Via da seguire, la Vita da incontrare e che mostra il vero volto di Dio. Ci sono cristiani che passano tutta la vita come discepoli di Giovanni Battista: hanno sempre l’idea di un Dio minaccioso, un Dio che è giustizia senza misericordia, un Dio che impone di portare frutto ma poca tenerezza, un Dio che è morale, ma che non diventa mai abbraccio e passione. Incamminiamoci, invece, con Gesù oltre il Giordano, verso la terra promessa, verso la vita in pienezza.

Buona Domenica!
Don Leonardo

Giocare con i figliRisuonano in noi il mistero del Natale nella pagina del Vangelo odierno e la festa della Madre di Dio. Riporto una riflessione di Papa Francesco nell’omelia di avantieri ...Il Vangelo dice che i pastori «trovarono Maria e Giuseppe e il bambino» (v. 16). Non trovarono segni prodigiosi e spettacolari, ma una semplice famiglia. Lì, però, trovarono veramente Dio, che è grandezza nella piccolezza, fortezza nella tenerezza. Ma come fecero i pastori a trovare questo segno così poco appariscente? Furono chiamati da un angelo. Anche noi non avremmo trovato Dio se non fossimo stati chiamati per grazia. Non potevamo immaginare un Dio simile, che nasce da donna e rivoluziona la storia con la tenerezza, ma per grazia lo abbiamo trovato. E abbiamo scoperto che il suo perdono fa rinascere, che la sua consolazione accende la speranza, e la sua presenza dona una gioia insopprimibile. Lo abbiamo trovato, ma non dobbiamo perderlo di vista. Il Signore, infatti, non si trova una volta per tutte, ma va trovato ogni giorno...E noi, che cosa siamo chiamati a trovare all’inizio dell’anno? Sarebbe bello trovare tempo per qualcuno. Il tempo è la ricchezza che tutti abbiamo, ma di cui siamo gelosi, perché vogliamo usarla solo per noi. Va chiesta la grazia di trovare tempo: tempo per Dio e per il prossimo: per chi è solo, per chi soffre, per chi ha bisogno di ascolto e cura.

Se troveremo tempo da regalare, saremo stupiti e felici, come i pastori. La Madonna, che ha portato Dio nel tempo, ci aiuti a donare il nostro tempo. Santa Madre di Dio, a te consacriamo il nuovo anno. Tu, che sai custodire nel cuore, prenditi cura di noi. Benedici il nostro tempo e insegnaci a trovare tempo per Dio e per gli altri. Noi con gioia e fiducia ti acclamiamo: Santa Madre di Dio! E così sia»

Buona Domenica.
Don Leonardo.

san giuseppeL’anno che verrà sarà dedicato a S. Giuseppe.

L’ha voluto Papa Francesco con una lettera apostolica. «… al compiersi di 150 anni dalla sua dichiarazione quale Patrono della Chiesa Cattolica fatta dal Beato Pio IX, l’8 dicembre 1870, vorrei – come dice Gesù – che “la bocca esprimesse ciò che nel cuore sovrabbonda” (cfr Mt 12,34), per condividere con voi alcune riflessioni personali su questa straordinaria figura, tanto vicina alla condizione umana di ciascuno di noi.

T
ale desiderio è cresciuto durante questi mesi di pandemia, in cui possiamo sperimentare, in mezzo alla crisi che ci sta colpendo, che «le nostre vite sono tessute e sostenute da persone comuni… che stanno scrivendo oggi gli avvenimenti decisivi della nostra storia: medici, infermiere e infermieri, addetti dei supermercati, addetti alle pulizie, badanti, trasportatori, forze dell’ordine, volontari, sacerdoti, religiose e tanti ma tanti altri che hanno compreso che nessuno si salva da solo. […] » Tutti possono trovare in San Giuseppe, l’uomo che passa inosservato, l’uomo della presenza quotidiana, discreta e nascosta, un intercessore, un sostegno e una guida nei momenti di difficoltà.»

Buona Domenica.
Don Leonardo.

sanGiobanniBattistaGiovanni Battista è consapevole di essere testimone della luce e nello stesso tempo nega di essere lui stesso la luce. Non pensa di poter dire neanche lontanamente che nella sua massima intimità egli è la luce, nemmeno in quell’intima scintilla dove il suo spirito è in contatto con lo Spirito di Dio.

Quanto più un uomo arriva vicino a Dio, per rendere testimonianza a suo riguardo, tanto più chiaramente vede la distanza fra Dio e la creatura. Quanto più egli lascia a Dio ogni spazio dentro di sé, tanto più diventa uno strumento di Dio: una «voce che grida nel deserto: spianate la strada per il Signore».

S. Madre Teresa di Calcutta diceva di sé di essere la matita di Dio.Quanto più Dio tratta la madre del suo Figlio, tanto pù ella si sente l’«umile serva per il Signore». Il Battista, interrogato sulla sua autorità a battezzare, distingue per l’ultima volta: io battezzo con acqua, ma colui che testimonio darà il vero battesimo dello Spirito, e benché Gesù lo porrà al di sopra di tutti i profeti, lui si sente indegno di sciogliere i legacci dei suoi calzari. «Tu puoi chiamarmi amico, io mi confesso servo» (Agostino).

Buon Avvento. Don Leonardo.

annunciazioneEccolo, è arrivato il Natale. Un Natale tra norme e divieti, dimesso, stretto. Ma nessuno ci vieterà di accogliere il Cristo di Dio. Nessuno ci vieterà di farci grotta in questo anno terribile e sanguinante che sta per finire. Nessuno ci impedirà, infine di fare questo tempo, un tempo di conversione, di cambiamento epocale, di rinascita.

In questa festa siamo qui a chiederci se vogliamo ancora un Dio così, se abbiamo voglia ancora di metterci in gioco, di svegliarci, di stupirci e di stupire. Dio continua a nascere, a venire, a provocarci, a chiedere ospitalità e accoglienza. Dobbiamo vivere un Natale in cui come Maria diciamo: «Avvenga per me secondo la tua parola», e sarà un Natale che libera dalla paura. Non perché non ci fa pensare ("Andrà tutto bene!"). Non perché diventiamo coraggiosi, ma perché Lui bussa proprio alla nostra porta e possiamo affidarci con amore al suo amore. Lui si dona e io mi dono a lui. Nulla è impossibile a Dio e quindi all’uomo che lo accoglie nella sua vita, che lo fa nascere nel suo cuore.

Buon Natale.
Don Leonardo.

giovanni battistaLa voce di uno che grida nel deserto è Giovanni Battista. È figlio di un sacerdote ma fa il profeta. Ha frequentato Gerusalemme, la Città Santa, ma si è rifugiato nel deserto. Propone la conversione con un battesimo nelle acque del fiume Giordano. Un simbolo di un cambiamento di vita radicale non semplici abluzioni. Non piccoli aggiustamenti di rotta, ma un nuovo percorso.

L’ evangelista Marco nella pagina del vangelo odierno con le citazioni dell’ Antico Testamento identifica Giovanni Battista con il grande profeta Elia, atteso e promesso nella profezia di Malachia (3,23): «Ecco io vi invierò il profeta Elia, prima che giunga il grande giorno e terribile del Signore.» L’antipatico signor Covid ha frantumato le nostre certezze,ci ha spaventato, ci ha messo a dura prova, ha ucciso tante persone e sta stravolgendo le nostre abitudini, riordinando le nostre priorità e purificando la nostra fede. Con ogni probabilità ci obbligherà a fare a meno dei decori e addobbi con cui abbiamo riempito il Natale, talvolta fino a nasconderlo, fino a soffocarlo. Voglio vedere cosa resterà del Natale senza luci, senza cenoni, senza apparenza. Vedremo se ci sarà sostanza. Spero di sì. Proviamo allora a convertirci seriamente ascoltando Giovanni il Battista!

Buon Avvento
Don Leonardo

Eventi in Parrocchia

CoroBismantova2giu19

2 giugno, Festa della Repubblica Italiana

La Basilica

neipressi

Le Campane della Basilica in un articolo del prof. Gino Angiulli

Arcipreti & Prelati

interno

il dotto Domenico Morea "illustrato" dal dir. Modesto Cammisa