Conversione è seguire Gesù!
È Giovanni il Battista il protagonista della seconda domenica di Avvento.
Giovanni scuote gli animi con la sua predicazione presso il fiume Giordano. Il Giordano è il fiume dove Israele si fermò prima di entrare nella terra promessa. Fu Giosuè (versione ebraica del nome Gesù) ad accompagnare il popolo oltre il Giordano. La voce di Giovanni mi ha ridestato, mi ha condotto al Giordano, ma oggi sento che devo andare oltre, nella terra promessa, nella vita che Gesù mi indica. So che si può passare una vita intera accanto al Giordano, bloccati nella propria rigidità, bloccati dalle proprie paure, dalle proprie ideologie: l’orgoglio, il radicalismo, la purezza, possono diventare ideologie che ci incollano al Giordano e ci impedi-scono di seguire Gesù.
Ma proprio mentre stiamo li nel deserto, con Giovanni Battista, vediamo passare Gesù, che è la Via da seguire, la Vita da incontrare e che mostra il vero volto di Dio. Ci sono cristiani che passano tutta la vita come discepoli di Giovanni Battista: hanno sempre l’idea di un Dio minaccioso, un Dio che è giustizia senza misericordia, un Dio che impone di portare frutto ma poca tenerezza, un Dio che è morale, ma che non diventa mai abbraccio e passione. Incamminiamoci, invece, con Gesù oltre il Giordano, verso la terra promessa, verso la vita in pienezza.
Buona Domenica!
Don Leonardo
Il Crocifisso innalzato
- Dettagli
- Scritto da Amministratore, Francesco Pinto
- Categoria: Conversione è seguire Gesù!
- Visite: 433
Giovanni nella pagina evangelica odierna pone un’analogia tra il serpente innalzato nel deserto da Mosè per guarire i malati del suo popolo morsi dai serpenti e Gesù. « Bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chi crede in lui abbia la vita eterna.» Il gesto di Mosè di innalzare un serpente di bronzo nel deserto derivava da antiche tradizioni del tempo secondo cui il “simile cura il simile”. Il serpente di Mosè salvava dunque, chi era morso dal serpente e il Cristo crocifisso chi salva? Qui possiamo dare due interpretazioni entrambe valide. La prima. Il Crocifisso salva tutti gli uomini perché in quanto figli di Adamo ed Eva sono stati morsi dal serpente del peccato. La salvezza dell’elevazione di Gesù è universale, salva tutti, non solo i morsi nel popolo d’Israele.
Non c’è nessun essere umano che non sia ad un tempo, segnato dal peccato e salvato dal Cristo crocifisso risorto. La seconda interpretazione, per me più suggestiva e attuale. Se il “simile cura il simile”, allora coloro salvati dal serpente Cristo sono i crocifissi della terra, quelli, come lui, inchiodati su una croce, in un letto della terapia intensiva, in un carcere, i tanti che si sono legati alla croce di un figlio. A questi crocifissi e a noi tutti nella pandemia, per i quali la resurrezione sembra non arrivare mai, basterebbe guardare quell’altro crocifisso e sentirsi curati da quella solidarietà tra crocifissi.
Buona Quaresima.
Don Leonardo.
Distruggete questo tempio
- Dettagli
- Scritto da Amministratore, Francesco Pinto
- Categoria: Conversione è seguire Gesù!
- Visite: 380
Una quaresima strana. Ancora con la pandemia, da un’anno. In Alberobello si vive l’incubo dell’aumento dei contagi e del cambio dei colori da giallo in arancione o rosso. Non basta però, cambiare colori, occorre cambiare vita! Ecco il senso di questa Quaresima. Per riuscire davvero a non essere fiaccati nella speranza e aver voglia di vivere, dobbiamo avere il coraggio di superare le tante tentazioni. Come quella di stravolgere il volto di Dio. Qui lascio parlare il teologo Paolo Curtaz.
«Si tratta di scacciare una determinata idea di Dio e del culto. Gesù non vuole che mercanteggiamo con Dio, il Padre che sa bene di cosa abbiamo bisogno... Nelle intenzioni di Giovanni questo episodio, come quello di Cana intende richiamare l’essenziale: lo Sposo vuole ricondurre la sposa, Israele, la Chiesa, alla natura profonda e spirituale nel rapporto con Dio, che esula dal rito cruento, dal gesto liturgico che spesso confina col magico. Abbiamo necessità assoluta di porre dei gesti significativi che ritmino il nostro agire, il calendario, gli eventi (e qui ci sarebbe da dire sulla banalizzazione delle nostre liturgie) ma, nel contempo tali gesti diventano inutili se non conducono a Dio. Il tempio deve tornare alla sua funziona originaria: luogo dell’incontro con Dio. Sarà Gesù stesso a diventare tempio, dopo la sua resurrezione. In lui abita la shekinah di Dio.
Che questo tempo di frammentazione delle nostre assemblee, di celebrazioni ibride, distanti, sofferte ci riportino a scoprire l’immenso valore del tempio che è Cristo in mezzo a noi!»
Buona Quaresima.
Quaresima: quaranta giorni !
- Dettagli
- Scritto da Amministratore, Francesco Pinto
- Categoria: Conversione è seguire Gesù!
- Visite: 404
Il numero quaranta ricorre spesso nella Bibbia. Sono quaranta i giorni del diluvio universale, i giorni di Mosè sul Sinai con Dio che gli parla, i giorni del cammino del profeta Elia per arrivare al monte di Dio, l’Oreb e i giorni di Gesù nel deserto. Il numero quaranta vicino a una persona vuol indicare che quell’episodio e quella persona sono importanti e fondamentali nella storia della salvezza di Dio.
La Bibbia ci dice così che durante le quaresime si possono fare esperienze diverse.
Mosè sul monte Sinai dialoga con Dio e quando torna trova il suo popolo che adora un vitello d’ oro. Il popolo preferisce toccare dio nell’idolo. L’ascolto incantato della Parola di Dio serve a Mosè per non morire di dolore di fronte al tradimento del popolo di Dio.
Elia viene toccato dall’angelo mentre depresso vuole morire sotto una ginestra. Toccato da Dio cammina per arrivare all’Oreb e ascoltare la “voce di silenzio” di Dio. Qui è l’ esperienza del cammino che costituisce la quaresima. Possiamo anche noi vivere la quaresima come cammino che ci lavora dentro e ci prepara a riconoscere Dio come voce di silenzio da non confondere con quella del terremoto o del fuoco.
Gesù nella quaresima del deserto è tentato da Satana e servito dagli angeli. Stiamo vivendo anche noi anni cruciali e decisivi per il nostro futuro. Ci troviamo tra demoni che tentano portandoci alla disperazione e angeli che ci servono. Impariamo in questa quaresima a riconoscere gli angeli per non confonderli con i demoni.
Buona Quaresima.
Don Leonardo.
Quaresima: sul Tabor con Gesù
- Dettagli
- Scritto da Amministratore, Francesco Pinto
- Categoria: Conversione è seguire Gesù!
- Visite: 421
Il commento al vangelo di oggi seconda domenica di quaresima lo lascio allo scrittore Paolo Curtaz.
«Gesù prende con sé tre dei suoi discepoli per salire sul Tabor. Per vedere la bellezza di Dio dobbiamo osare ed abbandonare la pianura della quotidianità della ripetitività, dell’assuefazione, della paura, dello scoraggiamento, del vittimismo. Questo grande dono che è il tempo della Quaresima ci aiuta ad andare oltre, più in alto.
Alzare lo sguardo magari prendendoci mezza giornata vera di pausa, di silenzio, di pace. Le nostre anime languono se non abbiamo il coraggio di porre una diga ai pensieri, agli impegni, all’angoscia Su quella piccola collina – chiamarlo un alto monte è più un riferimento al Sinai che una precisazione topografica – i tre discepoli vedono Gesù in una maniera nuova, diversa. È sempre lui ma non è lui. Lo sguardo delle altezze ha loro affinato l’anima.»
Buona Quaresima.
Don Leonardo.
“Lo voglio: sii puro”
- Dettagli
- Scritto da Amministratore, Francesco Pinto
- Categoria: Conversione è seguire Gesù!
- Visite: 393
L’incontro di Gesù con il lebbroso nel Vangelo, rivela un comportamento del tutto nuovo di Gesù rispetto a quello veterotestamentario e rabbinico. Un lebbroso veniva allontanato dai familiari e dal popolo per ragioni sanitarie (isolato come i nostri ammalati di Covid) e per di più i rabbini dichiaravano che gravi crimini erano all’origine della malattia. Vietavano ogni forma di accostamento al malato, il quale, quando si avvicinava, doveva essere allontanato con pietre.
Gesù lo lascia avvicinare. Lo tocca con la mano. Un gesto illegale ma rivelatore. Egli è appunto il Salvatore mandato da Dio, che non soltanto come medico si cura degli spiritualmente malati, ma indica con il contatto che non teme il contagio, anzi di più: prende consapevolmente su di sé, la malattia dell’uomo, il suo peccato, come afferma Isaia (53,4) riportato da Matteo (Mt 8,17). Gesù poi “lo sgrida”, mostrando indignazione dinanzi alla miseria degli uomini che Dio non ha voluto. Infine per obbedire alla richiesta della Legge manda il risanato dal sacerdote che ha da constatare la guarigione. “In testimoninaza per essi” per dire due cose insieme: affinché essi riconoscano che io posso guarire i malati, ma anche capire che non elimino la legge, bensì l’adempio.
Buona Domenica
Don Leonardo




