Conversione è seguire Gesù!

Giovanni BattistaÈ Giovanni il Battista il protagonista della seconda domenica di Avvento.

Giovanni scuote gli animi con la sua predicazione presso il fiume Giordano. Il Giordano è il fiume dove Israele si fermò prima di entrare nella terra promessa. Fu Giosuè (versione ebraica del nome Gesù) ad accompagnare il popolo oltre il Giordano. La voce di Giovanni mi ha ridestato, mi ha condotto al Giordano, ma oggi sento che devo andare oltre, nella terra promessa, nella vita che Gesù mi indica. So che si può passare una vita intera accanto al Giordano, bloccati nella propria rigidità, bloccati dalle proprie paure, dalle proprie ideologie: l’orgoglio, il radicalismo, la purezza, possono diventare ideologie che ci incollano al Giordano e ci impedi-scono di seguire Gesù.

Ma proprio mentre stiamo li nel deserto, con Giovanni Battista, vediamo passare Gesù, che è la Via da seguire, la Vita da incontrare e che mostra il vero volto di Dio. Ci sono cristiani che passano tutta la vita come discepoli di Giovanni Battista: hanno sempre l’idea di un Dio minaccioso, un Dio che è giustizia senza misericordia, un Dio che impone di portare frutto ma poca tenerezza, un Dio che è morale, ma che non diventa mai abbraccio e passione. Incamminiamoci, invece, con Gesù oltre il Giordano, verso la terra promessa, verso la vita in pienezza.

Buona Domenica!
Don Leonardo

amiciLa conclusione del Vangelo di Matteo, che leggiamo oggi, è potente e stupenda. Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo» dice Gesù. Matteo aveva iniziato a scrivere il suo libro con «Genealogia di Gesù figlio di Davide, figlio di Abramo per dirci chiaramente che Gesù è un vero uomo. Ma quell’uomo finisce la sua avventura terrena promettendo qualcosa di non umano: la sua presenza continua fino alla fine del mondo. Usa il presente Gesù: sono con voi. Non il futuro. Il cristianesimo è una promessa che accade nel presente.

La presenza di Gesù è un presente continuo che rende presente anche il futuro. Dov’è presente Gesù oggi? Certo nella Chiesa come comunità di cristiani, nella Parola e nelle sue parole; soprattutto nei poveri. In ogni persona donna, uomo, bambina, bambino. Ognuno di noi è sacramento della presenza misteriosa ma reale di Dio, come annunciano le parole della Genesi: Dio creò l’uomo a sua immagini e somiglianza. Ciò costituisce il privilegio e la responsabilità dell’uomo. Gli angeli sono vicini a Dio, non immagine. Onorando una persona onoriamo Dio. Ma ogni disonore dell’uomo è una bestemmia contro Dio. Ogni persona è un tabernacolo della presenza di Dio. Non c’è solo il Tempio.

Buona Domenica! Don Leonardo.

AscensioneBeatoAngelicoÈ festa di Pentecoste. La Pentecoste è il contrario della pandemia. Questa è il male che colpisce tutti, ci blocca e semina morte. Siamo inchiodati nella nostra impotenza e debolezza. Quella è l’amore che raggiunge tutti e da forza, fa risorgere donando vita e speranza, soprattutto è lo Spirito che ci difende e ci consola è lo Spirito Paraclito appunto. È l’Avvocato che sta dalla nostra parte. Lo Spirito è l’ultima istanza di chi sa di essere innocente ed è condannato e abbandonato da tutti.

Giobbe lo ha invocato nella sua disperazione. Gesù stesso gridò l’abbandono di Dio ma continuò ad essere accompagnato dallo Spirito che non lo lasciò solo sulla croce. Il Paraclito è il consolatore che arriva come angelo, come l’amico buono rivelandosi come ‘Padre dei poveri’. Se riusciamo ad alzarci la mattina, quando non pensiamo di farcela è grazie a Lui. Egli è sempre all’opera e bacia e guarisce le nostre ferite dell’anima mentre dormiamo. Aleggia sulle carceri, sui centri di prima accoglienza, nelle corsie delle terapie intensive, nelle case dei poveri. È lui che sorride sul volto dei bambini che cercano cibo nelle discariche e che fa affiorare la gioia nella disperazione. Lo Spirito non ama farsi riconoscere è discreto. Agisce,cambia senza dircelo. Lo Spirito c’è ma ama essere invocato. Invochiamolo sempre!

Buona Domenica!
Don Leonardo.

Giotto Ingresso a GerusalemmeI brani evangelici di queste domeniche dopo Pasqua riportano il discorso di addio di Gesù ai suoi apostoli immediatamente prima della sua morte. Hanno un sapore di testamento. Richiedono massima attenzione da parte nostra. Sperimentiamo tutti la sofferenza. Quanta è dura. Ti schiaccia e soffoca la speranza e l’ottimismo. Arriva inaspettata, impietosa a volte e quando si prolunga spegne ogni reazione lasciandoti nella rassegnazione.

La sofferenza non finisce quando non la provi più fisicamente, perché non smetti di soffrire nel profondo facendo misurare il limite della tua volontà. Gesù vero uomo ha vissuto la sofferenza quella fisica e violenta della sua passione e quella della umiliazione e del fallimento della croce. Non l’ha cercata, ma neanche l’ha evitata. L’ha affrontata bevendo fino in fondo il calice amaro. Ecco, perché ci sia la Pasqua bisogna sperimentare la croce. Il male lo devi affrontare: lo sconfiggi con l’amore e solo così la croce diventa luce, la sconfitta vittoria. Solo così la gioia è piena. Sì occorre amore. Gesù ci dice oggi nel vangelo: “Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi.” 

 

Buona Domenica!
Don Leonardo.

c7fb9 ascensione del signoreMarco l’evangelista inizia il suo libro e lo conclude con la parola Vangelo. Il termine vuol dire buona notizia, ma anche l’annuncio di una buona notizia e infine il comando dell’annuncio della buona notizia.

Il comandamento nuovo di Gesù insieme a quello dell’amore: amatevi gli uni gli altri che abbiamo ascoltato domenica scorsa. In che cosa consiste la Buona Notizia? È una e molte insieme. Innanzitutto che siamo amati. Sapere che c’è un Padre che vive una danza d’amore eterno e che ama ogni creatura. Io sono amato tu sei amato. Questa è una buona notizia soprattutto oggi che l’esperienza di questo amore primo è sfumata, distante dalla vita delle persone e non sappiamo più spiegarla, usando una lingua morta.

Inoltre Buona notizia è che il Crocifisso è risorto. La morte non è l’ultima parola sulla vita, sulla vita di chi amiamo e di chi non c’è più. Si muore veramente ma non per sempre. I sepolcri rimarranno vuoti come quello del Risorto. Infine c’è la buona notizia per i poveri, gli oppressi. Nella loro vita si trova la beatitudine se si riesce ad entrare in quel regno che esiste già, è in mezzo a noi, Gesù. Il Vangelo è Gesù. Annunciamo tutto il Vangelo dicendo solo Gesù.

Buona Domenica!
Don Leonardo.

viteC’è una novità e una mirabile garanzia nella pagina del vangelo odierno. Gesù si definisce la vera vite. In Isaia leggiamo che Dio è il vignaiolo e il suo popolo Israele è la vigna da lui piantata e accudita. Ora Gesù paragona se stesso ad una vite. Una vite cui sono legati i tralci, i discepoli, noi, che ricevono dalle radici linfa vitale per portare frutto. È un salto di qualità e di novità nella comprensione di Dio che solo Gesù poteva spiegarci. Non più un contadino e il frutto della sua fatica. ma il contadino che diventa albero, vite in questo caso. Inoltre la parola “vite” in greco, lingua nella quale è stato scritto il Vangelo, significa anche vigna. Così Gesù è la vite-vigna in quanto il suo corpo è la Chiesa intera, e la Chiesa è anche immagine dell’umanità intera.

Nell’annun
cio di Gesù che è la vera vite possiamo vedere noi oggi afflitti e turbati nella nostra fragilità a combattere la pandemia, che da qualche parte noi siamo radicati. Possiamo scoprire che la nostra forza è essere tralci di una vite che ci dona vita, che io sono come il prossimo e che il prossimo è come me, tralci, uniti in un’ unica circolazione di amore. Mirabile garanzia. Rimaniamo attaccati a Cristo. La pandemia ci offre l’opportunità di scoprire che se ci distacchiamo da Lui siamo rami secchi e infruttuosi.

Buona Domenica!
Don Leonardo.

Eventi in Parrocchia

CoroBismantova2giu19

2 giugno, Festa della Repubblica Italiana

La Basilica

neipressi

Le Campane della Basilica in un articolo del prof. Gino Angiulli

Arcipreti & Prelati

interno

il dotto Domenico Morea "illustrato" dal dir. Modesto Cammisa