Conversione è seguire Gesù!

Giovanni BattistaÈ Giovanni il Battista il protagonista della seconda domenica di Avvento.

Giovanni scuote gli animi con la sua predicazione presso il fiume Giordano. Il Giordano è il fiume dove Israele si fermò prima di entrare nella terra promessa. Fu Giosuè (versione ebraica del nome Gesù) ad accompagnare il popolo oltre il Giordano. La voce di Giovanni mi ha ridestato, mi ha condotto al Giordano, ma oggi sento che devo andare oltre, nella terra promessa, nella vita che Gesù mi indica. So che si può passare una vita intera accanto al Giordano, bloccati nella propria rigidità, bloccati dalle proprie paure, dalle proprie ideologie: l’orgoglio, il radicalismo, la purezza, possono diventare ideologie che ci incollano al Giordano e ci impedi-scono di seguire Gesù.

Ma proprio mentre stiamo li nel deserto, con Giovanni Battista, vediamo passare Gesù, che è la Via da seguire, la Vita da incontrare e che mostra il vero volto di Dio. Ci sono cristiani che passano tutta la vita come discepoli di Giovanni Battista: hanno sempre l’idea di un Dio minaccioso, un Dio che è giustizia senza misericordia, un Dio che impone di portare frutto ma poca tenerezza, un Dio che è morale, ma che non diventa mai abbraccio e passione. Incamminiamoci, invece, con Gesù oltre il Giordano, verso la terra promessa, verso la vita in pienezza.

Buona Domenica!
Don Leonardo

DSC 0614Possiamo avere lo sguardo diretto dei santi Cosma e Damiano per chi si trova nella navata centrale della chiesa. In privato purtroppo, a causa del signor Covid, abbiamo esposte le statue dei nostri Patroni dietro l’ altare centrale. Così inizia il mese di settembre da parecchi anni. È il mese della festa patronale in Alberobello con la presenza di tanti pellegrini che quelle statue vogliono vedere, toccarle se potessero, parlare a loro, ascoltare da loro parole di conforto e affidare loro tutto il proprio dolore.

Gesù nel vangelo di oggi compie dei gesti di guarigione per un sordomuto/ balbuziente: lo chiama in disparte, mette le dita negli orecchi, tocca la lingua con la saliva, sospira guardando il cielo ed emette un grido: ‘Effatà’ cioè ‘Apriti’. Gesù intende trasmettere il proprio spirito all’uomo e vi riesce. I suoi gesti non sono stravaganti. Non è uno stregone. I suoi gesti sono carne e sangue, sono faccende corporee. Ha usato il suo corpo per i suoi miracoli. Rendere i miracoli soltanto un ‘genere letterario’, togliendo loro storicità e concretezza, è lo stesso errore teologico di chi, nei primi secoli della Chiesa, ipotizzava che ad andare in croce fosse stato un sostituto di Gesù, perché la passione era troppa umana per poter appartenere a Dio. La nostra vita di fede ha bisogno di segni, di concretezza, di sacramenti e di processioni. La fede è fatta di gesti in cui riconosciamo l’opera del Signore per noi e l’umanità.

Buona Domenica!
Don Leonardo.

amiciOffro il commentodel teologo Paolo Curtaz per la pagina del vangelo odierno che riporta il discorso di Gesù nella sinagoga di Cafarnao redatto dall’ evangelista Giovanni. "Gesù ci dice che chi crede ha la vita eterna. La vita eterna è la vita dell’Eterno, non il noiosissimo prolungamento della nostra vita in un fumoso e indefinito paradiso. Credere in Gesù rivelatore del Padre mi porta a sperimentare, a condividere in pienezza la vita stessa di Dio. Gesù specifica: chi crede ha la vita eterna, non avrà. La vita eterna, cioè, non è una specie di liquidazione che accumulo con i miei meriti e di cui potrò godere alla fine della mia vita. La vita eterna è già cominciata, credere significa acquisire uno sguardo nuovo su me, sulle cose, sugli altri, sulla storia. Gesù non vuole la nostra frustrazione, né ci impone una religiosità ombrosa o reazionaria.

Gesù offre una vita diversa, vera, giusta, piena di bagliori di luce, solo bisogna fidarsi, far tacere le ultime mormorazioni e obiezioni e arrendersi. Diventare persone nuove, come dice Paolo nella seconda lettura, persone che imitano Gesù, che scelgono radicalmente il dono di sé nell’ equilibrio e nella gioia."


Buona Domenica!
Don Leonardo.

viteL’episodio del vangelo odierno ci ricorda due dimensioni della vita cristiana.

Da una parte Gesù sente una certa stanchezza e invita i suoi discepoli a riposare in un luogo in disparte dopo la loro riuscita missione. Il riposare dunque, prendere dei momenti di distacco dall’attività ordinaria non è fuori dalla volontà di Dio. Non è un decadere da una condizione spirituale ed etica più alta (predicare, annunciare) per assecondare l’uomo naturale con i suoi bisogni più bassi.No, è buono anche il desiderio e l’esperienza del riposo, soprattutto quando arriva dopo un’intensa attività a servizio di una missione. 

Il brano inoltre, indica una seconda verità. C’è qualcosa più grande del riposo. Se arrivati nel luogo in disparte ci accorgiamo che una folla ci aspetta per ascoltare le nostre parole, per ricevere l’annuncio del Vangelo, questa seconda realtà supera la prima. Per compassione della folla Gesù e gli apostoli cambiano programma, misero da parte il riposo e iniziarono ad annunciare «molte cose».


Buona Domenica!
Don Leonardo.

Moltiplicazione dei pani e dei pesciPer cinque domeniche dalla 17a, quella odierna, alla 21a del tempo ordinario dell’anno B, la liturgia della Parola proclamerà come testo evangelico dei brani tratti dal capitolo 6 del vangelo di Giovanni, tralasciando il vangelo di Marco. 

Il brano di oggi riporta il miracolo compiuto da Gesù, in cui Egli sfama una folla di persone con solo pochi pani e pochi pesci. È sorprendete! Di quel “assai poco”, offerto da un ragazzo, Gesù ne fa una incomprensibile abbondanza. Gesù ha bisogno del nostro dono per fare i suoi miracoli, ha bisogno della nostra generosità. 

C’è un pericolo che stiamo attraversando nel superare la pandemia: l’ individualismo, la chiusura in noi stessi diffidando e avendo paura degli altri. L’entusiasmo iniziale del ‘andrà tutto bene!’ è scomparso. Veramente stiamo bene quando mettiamo al centro il nostro io e difendendo il nostro possesso? Gesù propone il contrario. Lui è colui che insegna a dare, a servire e condividere. Non è solo il miracolo della moltiplicazione dei pani, ma anche il miracolo della condivisione. Il miracolo che nasce dal dono e moltiplica i doni.


Buona Domenica!
Don Leonardo.

amadioeilprossimoGesù chiama nel vangelo i Dodici. Perché proprio questi?

Non si si dice nulla a proposito. Non li distingue né virtù, ne abilità particolari o qualità oratoria. Se manca loro qualcosa nell’attuazione del loro incarico verrà aggiunto ad essi. Senz’altro manca a loro quanto viene dato loro quando vengono mandati: l’autorizzazione ad annunciare il Regno di Dio con il potere di scacciare gli spiriti impuri, il che è unicamente possibile se si ha lo Spirito Santo, che diffondendosi riccaccia indietro la sfera d’azione dello spirito maledetto. Questi doni ricevuti da Gesù non devono essere mischiati con i propri mezzi di appoggio o di propaganda. Perciò nessuna bisaccia, non pane, non denaro, non abiti per cambiarsi,... e neppure ricerca di un’abitazione più comoda. Gli incarichi sono l’annuncio, il richiamo alla conversione, non il successo. Se non ci sarà ad essi non deve importare, devono semplicemente andar oltre e tentare altrove!

Buona Domenica!
Don Leonardo.

Eventi in Parrocchia

CoroBismantova2giu19

2 giugno, Festa della Repubblica Italiana

La Basilica

neipressi

Le Campane della Basilica in un articolo del prof. Gino Angiulli

Arcipreti & Prelati

interno

il dotto Domenico Morea "illustrato" dal dir. Modesto Cammisa